SUPERFICI IN CRESCITA, MA UNA STAGIONE LUNGA E COMPLESSA. CRITICITÀ CLIMATICHE E AGRONOMICHE SI AGGIUNGONO ALL’AUMENTO DEI COSTI ENERGETICI E ALLE DIFFICOLTÀ PRODUTTIVE.
Angri, 4 novembre 2026 – L’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro da Industria Bacino Centro Sud Italia traccia il bilancio della campagna di trasformazione 2026.
Nell’area del Centro Sud sono stati trasformati circa 3,15 milioni di tonnellate di pomodoro – circa la metà del trasformato nazionale, pari a poco più di 6,3 milioni di tonnellate – che hanno consolidato il ruolo dell’Italia quale secondo produttore mondiale. Le superfici coltivate a pomodoro da industria hanno superato i 38.000 ettari, con un incremento di oltre il 13% rispetto alla campagna 2025, che era stata caratterizzata dall’assenza di acqua nella diga di Occhito – nel Foggiano – e quindi nel principale areale produttivo dell’intero bacino.
Nel Centro-Sud la campagna si è caratterizzata per una durata particolarmente estesa, con un avvio anticipato delle operazioni di raccolta e trasformazione e la prosecuzione delle lavorazioni fino alla fine del mese di ottobre. Una dinamica che ha richiesto un impegno organizzativo significativo da parte delle Organizzazioni di Produttori e delle imprese di trasformazione.
Sul versante agricolo, la campagna ha risentito di diverse criticità climatiche e agronomiche che hanno inciso sulle rese produttive per ettaro. A ciò si aggiungono le problematiche legate, in alcuni areali, alla ridotta rotazione colturale, con conseguenti condizioni di stress dei terreni e possibili ripercussioni sulle quantità e sulla qualità della materia prima.
Si evidenzia, inoltre, il forte incremento dei costi energetici che, oltre a determinare maggiori costi agricoli e di trasporto – in un distretto produttivo in cui la stragrande maggioranza degli stabilimenti è localizzata in Campania e la produzione agricola si concentra prevalentemente nelle regioni limitrofe – ha inciso in maniera significativa sulla sostenibilità economica delle attività industriali. Nel periodo di lavorazione del pomodoro, infatti, il prezzo medio del gas ha registrato un aumento del 103% rispetto al 2025, mentre quello dell’energia elettrica è cresciuto del 78%. A tali incrementi si sono aggiunte le difficoltà legate alla gestione dei volumi di lavorazione e alla durata della campagna, che non ha consentito agli stabilimenti di operare sempre a pieno regime.
Il Presidente dell’OI Pomodoro da Industria Bacino Centro Sud Italia, Guglielmo Vaccaro, conferma l’impegno dell’Organizzazione nel favorire il dialogo e il confronto tra tutte le componenti della filiera, promuovendo strumenti di coordinamento e programmazione condivisa:
«La programmazione della campagna 2027 rappresenterà un passaggio fondamentale. Sarà necessario consolidare il percorso di collaborazione tra tutti gli attori della filiera, attraverso una pianificazione equilibrata delle superfici e dei quantitativi contrattati, prestando maggiore attenzione alle condizioni agronomiche e produttive degli areali e alla capacità di lavorazione degli stabilimenti. L’obiettivo deve essere quello di garantire la sostenibilità economica delle produzioni agricole e industriali, tutelando il reddito delle imprese, la qualità della materia prima e la competitività del pomodoro da industria italiano.»